Si è conclusa l’udienza preliminare avanti il Tribunale di Crotone sul naufragio del caicco Summer Love avvenuto il 26 febbraio 2023 davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro, nel crotonese, che causò la morte di 94 vittime, tra cui 35 minori, e un numero imprecisato di dispersi. All’udienza del 21 luglio 2025 il GUP ha accolto la richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Crotone Pasquale Festa, che aveva delineato rilevanti colpe all’interno di Guardia di Finanza e Guardia Costiera, ed ha disposto il rinvio a giudizio per tutti e sei gli indagati: il capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia; il comandante del Roan di Vibo Valentia; l’ufficiale in comando tattico della Guardia di Finanza; il comandante del Gruppo aeronavale di Taranto; l’ufficiale della Guardia Costiera in servizio presso l’Imrcc di Roma (Italian Maritime Rescue Coordination Center, in italiano il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo che coordina le operazioni di ricerca e soccorso in mare sotto la responsabilità del Corpo delle Capitanerie di Porto); un ufficiale in servizio alla Capitaneria di porto di Reggio Calabria nella notte del naufragio.
L’inizio del dibattimento è fissato per il prossimo 14 gennaio 2026 davanti il Tribunale di Crotone nei confronti dei sei militari italiani, per l’appunto accusati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo.
Gli avvocati torinesi Marco Bona (studio legale Bona Oliva e associati), Enrico Calabrese (studio legale C & B) e Stefano Bertone (studio legale Ambrosio e Commodo), che assistono i famigliari di 24 deceduti e diversi sopravvissuti, esprimono soddisfazione perché le responsabilità individuali per questa tragedia verrano trattate e decise nella loro sede naturale, ossia il dibattimento. Il pensiero degli avvocati va innanzitutto ai famigliari delle vittime ed ai sopravvissuti ai quali è dovuto l’accertamento giudiziario dei motivi che condussero a tanta sofferenza. Il futuro dibattimento permetterà di mettere definitivamente a fuoco tutte le cause che hanno portato alla morte delle 94 vittime di Steccato di Cutro: nella speranza di contribuire alla prevenzione di altre tragedie del mare.
In occasione dell’udienza preliminare gli avvocati Bona, Bertone e Calabrese hanno illustrato come i migranti potessero essere intercettati e posti tutti in salvo; ed anche come i soccorsi da terra siano stati avviati con gravissimi ritardi. Dispiace che il Ministro Salvini abbia commentato la decisione del GUP di Crotone definendola una “vergogna”. Un commento che, oltre riflettere una scarsa concezione del ruolo istituzionale e dei diritti umani, offende magistratura e vittime.
Gli avvocati Bona e Bertone insieme all’avvocata greca Silina Pavlakis sono impegnati anche su un altro fronte delle tragedie che colpiscono i migranti costretti a rischiare la via del mare pur di arrivare in Europa: il naufragio nella baia di Pylos il 14 giugno del 2023 in cui morirono 650 migranti, provenienti dalla Siria, dal Pakistan e dall’Egitto, assiepati su un peschereccio. Il 19 giugno 2025 il Tribunale marittimo del Pireo ha rinvia a giudizio 17 membri della Guardia Costiera, tra cui alti ufficiali, con accuse pesantissime: naufragio, omicidio colposo plurimo, mancato soccorso, esposizione a pericolo mortale.

